Belgio, Mostra “Italian Shoes, European Footprint”

Si è inaugurata il 30 maggio 2017 presso la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles la Mostra “Italian Shoes, European Footprint”, organizzata da Assocalzaturifici in collaborazione con l’associazione culturale “Colosseum”che ripercorre la storia delle calzature italiane nelle varie epoche storiche e mette in luce un settore trainante dell’export italiano, caratterizzato da alta capacità di innovazione, grande artigianalità e contenuto moda.

L’esposizione, a cura di Luciano Calosso ed Enrica Barbano, si propone di raccontare attraverso un excursus storico, la genesi di una scarpa dal design italiano, frutto dell’avvicendarsi delle mode e della contaminazione creativa tra passato e futuro nel mondo del calzaturiero.

La mostra rappresenta soprattutto l’occasione per portare all’attenzione dell’UE la necessità di una norma che tuteli l’eccellenza della manifattura e il diritto dei consumatori europei alla conoscenza di ciò che acquistano attraverso l’introduzione dell’etichettatura di origine obbligatoria. Per questo motivo la mostra “Italian Shoes, European Footprint” rappresenta un’occasione utile per promuovere le produzioni di qualità.

“L’industria manifatturiera è il pilastro dell’economia dell’Ue, la manifattura calzaturiera italiana è un’eccellenza di questa industria. Tutelare la filiera manifatturiera, soprattutto quella che si fonda sulle piccole e medie imprese deve essere la priorità dell’Unione Europea”, ha affermato Annamaria Pilotti, Presidente dell’Associazione Assocalzaturifici. Nel discorso di inaugurazione la presidente ha portato l’attenzione su alcuni punti che interessano da vicino un settore, come quello italiano, che rappresenta un terzo della produzione e dell’occupazione in europa, con oltre 77.000 addetti. 

Tra le richieste avanzate, l’approvazione di una norma per l’indicazione di origine obbligatoria, la remissione del regolamento per l’approvazione di misure anti-dumping, con un occhio di riguardo particolare per i produttori asiatici, e l’apertura dei mercati internazionali attraverso gli accordi di libero scambio. “L’industria calzaturiera italiana esporta l’85% del valore prodotto e l’accesso ai mercati è fondamentale – ha precisato la presidente – soprattutto per le piccole imprese che non sono strutturate per gestire i costi di investimento massicci all’estero”. Per questo, le priorità degli imprenditori italiani vertono sulle negoziazioni attualmente in corso con il Giappone, sulla ripresa del dialogo politico con la Russia, così come sulla ripresa dei negoziati del TTIP (trattato di libero scambio tra Usa e Ue) e l’incremento di quelli con il Mercosur (mercato comune dell’America meridionale), “attualmente irraggiungibile per un sistema daziario sproporzionato, a svantaggio degli esportatori italiani”.

Le tre sezioni di cui si compone la mostra riflettono lo spirito del tempo, l’identità culturale e i momenti salienti dell’evoluzione dello stile dell’accessorio scarpa: fattura di alta qualità, design, creatività, materiali e dettagli rappresentano il tratto distintivo dello stile italiano delle calzature esposte in mostra, interamente prodotte nei distretti calzaturieri italiani.

La mostra è realizzata grazie alla partecipazione di: Museo della calzatura di Villa Foscarini Rossi, Pompei 2000 srl, Alberto Gozzi, Aldo Bruè, Baldinini, Bruno Magli, Casadei, Gianna Meliani, Giuseppe Zanotti, Le Babe, Loriblu, Luciano Barachini, Paciotti, Pollini e Tesorone.

(Fonte Ice Bruxelles)

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